Gay & Bisex
Manuale per trasformare un maschio attivo 8
24.05.2026 |
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"Manuel cacciò un gemito acuto, muovendo il bacino all'indietro per accogliere quella morsa bagnata..."
La trasformazione di Manuel era ormai così profonda che il fine settimana non era più un momento di riposo, ma l'appuntamento fisso con il suo padrone. La sua mente non funzionava più secondo le vecchie regole del cantiere; l’orgoglio maschile di un tempo era stato completamente cancellato, sostituito da una bramosia passiva e lasciva che Christian alimentava ogni volta che voleva. Manuel viveva in funzione di quel letto, con il buco ormai permanentemente morbido, abituato alla dilatazione e costantemente lubrificato dal liquido pre-eiaculatorio che produceva da solo al minimo pensiero del cazzo di Christian.Quel sabato sera, però, Christian aveva pianificato qualcosa che avrebbe spinto la natura da troietta di Manuel oltre ogni limite immaginabile.
Manuel arrivò puntuale alle nove, indossando la solita tuta larga, pronto a spogliarsi e a mettersi a quattro zampe sul materasso. Ma quando aprì la porta con le sue chiavi, si bloccò sull'uscio. In soggiorno, seduti sul divano con delle birre in mano, c'erano Alex e Ricky, due amici di palestra di Christian. Due ragazzi sui trent'anni, grossi, tatuati, che Manuel incrociava a volte in sala pesi.
Il cuore di Manuel fece un balzo in gola. Il primo istinto fu quello di girarsi e scappare, ma non appena incrociò lo sguardo freddo e divertito di Christian, le sue gambe si fecero di piombo.
«Entra, Manuel. Stasera abbiamo ospiti,» disse Christian con un sorriso sornione, afferrandolo per il braccio e tirandolo dentro, chiudendo la porta a chiave dietro di lui.
Alex e Ricky lo squadrarono dall’alto in basso, ridacchiando tra loro. «Quindi è questo l’attivo che è diventato la tua cagna?» chiese Ricky, mandando giù un sorso di birra.
«Proprio lui. E stasera ha una voglia matta di svuotarci le palle,» rispose Christian, dando una pacca forte sul culo di Manuel attraverso la tuta. «Vero, Manuel? Di’ ai ragazzi cosa vuoi.»
Manuel sentì la faccia andare in fiamme, ma l'umiliazione, invece di spegnerlo, gli provocò una scossa violenta direttamente al bacino. Il suo cazzo si indurì all'istante dentro i boxer. Abbassò la testa, tremando per la vergogna e per l'eccitazione. «Sì... voglio essere usato. Voglio i vostri cazzi,» sussurrò, con la voce che gli tremava.
«Allora spogliati e mettiti al lavoro,» ordinò Christian.
Manuel eseguì l'ordine con le mani agitate. Sfilò la felpa, buttò giù la tuta e i boxer, rimanendo completamente nudo in mezzo al soggiorno, sotto gli sguardi affamati dei tre uomini. Si diresse verso il tavolo basso del soggiorno, ci si appoggiò sopra con il petto e i gomiti, e sollevò il culo muscoloso il più alto possibile. Con le dita si afferrò le chiappe, allargandole bene per mostrare il suo buco rosa, già lucido e pulsante per l'eccitazione.
«Cazzo, guarda come si offre bene,» commentò Alex, alzandosi dal divano mentre si sbottonava i jeans, liberando un cazzo grosso e scuro, già completamente dritto. Ricky lo seguì a ruota, tirando fuori il suo pezzo venoso e massiccio.
Christian prese il flacone grande del lubrificante e ne rovesciò una quantità enorme direttamente sulla spaccatura del culo di Manuel, spalmandolo con forza con il palmo della mano, infilandogli tre dita di colpo per aprirlo. Manuel cacciò un gemito acuto, muovendo il bacino all'indietro per accogliere quella morsa bagnata.
«Alex, comincia tu. Sfondala per bene,» disse Christian, spostandosi di lato per godersi la scena.
Alex si posizionò dietro Manuel, gli afferrò i fianchi con le mani pesanti e appoggiò la cappella bollente contro l'entrata già dilatata. Con una spinta secca e brutale, affondò tutto il cazzo dentro di lui, fino alle palle.
Manuel cacciò un urlo lacerante, strozzato contro il legno del tavolo. La sensazione di un cazzo sconosciuto, diverso da quello di Christian, che gli stuprava le viscere lo mandò in corto circuito. Il dolore iniziale si trasformò subito in una fiammata di piacere prostatico devastante. Alex iniziò a pompare con un ritmo violento, senza nessuna grazia, sculacciandolo forte sulle chiappe a ogni colpo, lasciando impronte rosse sulla pelle.
Mentre Alex lo prendeva da dietro con colpi sordi e bagnati, Ricky si portò davanti alla faccia di Manuel, tirandosi indietro i pantaloni. «Forza, troia, lavora anche qua davanti,» ordinò, piazzandogli il cazzo duro direttamente contro le labbra.
Manuel aprì subito la bocca, accogliendo la cappella di Ricky e iniziando a succhiare con disperazione, mandando giù la testa fino alla radice, mentre gli occhi gli lacrimavano per lo sforzo. Era completamente riempito, usato da tutte le parti. Il rumore dello schiaffo continuo delle palle di Alex contro le sue cosce bagnate di gel e il suono viscido della sua bocca intorno al cazzo di Ricky riempivano la stanza.
Christian osservava la scena, toccandosi il cazzo duro, commentando e incitando i suoi amici a spingere più a fondo. Manuel era ridotto a un puro oggetto di carne, una bambola di gomma da svuotare. Non controllava più nulla; a ogni spinta brutale di Alex là dietro che gli massacrava la prostata, il suo cazzo reagiva per riflesso nervoso, spruzzando getti densi di sborra trasparente direttamente sul pavimento, senza che nessuno lo toccasse. Veniva da solo, un getto dopo l'altro, svuotandosi unicamente per la forza della doppia penetrazione.
Dopo diversi minuti di colpi violenti, Alex diede gli ultimi colpi di reni e venne dentro Manuel con un grugnito, spruzzandogli le viscere di sborra calda. Si sfilò con un rumore viscido, lasciando il buco di Manuel spalancato, viscido di gel e sperma che colava lungo le cosce.
Senza dargli un attimo di tregua, Christian prese il posto di Alex, infilando il suo cazzo enorme dentro quell'apertura già distrutta e bollente, mentre Ricky continuava a sbattersi contro la sua bocca. Manuel era in estasi totale, completamente perduto nel delirio della carne. Continuava a gemere, a tossire per il cazzo in gola e a muovere il culo all'indietro per accogliere le spinte di Christian, felice di essere diventato la troia comune del gruppo, una creatura che ormai viveva solo per collezionare cazzi e sborra.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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